Rinnoviamo con entusiasmo la collaborazione con 991 Racing che quest’anno organizza la quattordicesima edizione del Rally del Moscato. Una manifestazione che ogni anno impegna un territorio molto vasto e tocca diversi comuni per una due giorni all’insegna dello sport, dei motori, dell’agonismo e della competizione. Il territorio di Santo Stefano Belbo, che si appresta ad ospitare la gara che quest’anno riserverà numerose novità interessanti, si sviluppa ai margini delle Langhe, in un’area in gran parte collinosa costituita da marne calcaree ed arenarie, eccezion fatta per la piana alluvionale formata dal torrente Belbo. Santo Stefano è un mondo che conduce immancabilmente al suo passato storico, che si perde agli inizi dell’anno mille, così come la storia più recente, quella raccontata anche da Cesare Pavese, illustre scrittore del novecento che nacque a Santo Stefano Belbo il 9 settembre 1908. La zona di Santo Stefano Belbo è ricca di suggestivi panorami, essendo un luogo prettamente collinare: la Valle Belbo da una parte e le Alpi dall’altra fanno da coreografia ad uno dei luoghi più suggestivi del territorio.

La maggior parte delle attività economiche di S. Stefano Belbo ruota intorno alle produzioni vitivinicole (soprattutto di Moscato d'Asti e Asti Spumante D.O.C.G.).

La principale risorsa del paese e dei dintorni è la coltivazione della vite, in particolare del pregiatissimo moscato. L'uva cresce in collina su un terreno la cui conformazione geologica e l'esposizione favoriscono la maturazione dei grappoli e l'acquisizione delle tipiche proprietà organolettiche. Il pregiato vino Moscato d'Asti viene considerato un vanto nell'enologia piemontese.Il suo aroma ed il suo sapore inconfondibili lo rendono particolarmente indicato per rinfreschi e dolci.

Questa realtà ha anche favorito tutta una serie di attività enomeccaniche indotte: ricordiamo, tra le tante, il primato santostefanese nel mondo per la costruzione di macchine per il lavaggio e l'asciugatura di bottiglie piene e per le macchine per l'irrorazione del solfato di rame. 

Attività dell'artigianato e della piccola industria, legate all'enologia ed alla lavorazione della nocciola "Tonda Gentile" oltre ad una accentuata vivacità commerciale, completano il quadro.

Nel concentrico operano le principali istituzioni amministrative e culturali. Nella piazza Umberto I si tiene, da oltre tre secoli, l'affollato mercato settimanale che richiama acquirenti da tutti i dintorni.

“Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. Usa queste parole, Cesare Pavese nella sua Luna e i falò, per descrivere Santo Stefano Belbo, un luogo dove si trova e si scopre qualcosa di proprio e personale, qualcosa di intimo e unico, qualcosa di immortale. È il senso forte di appartenenza ad un luogo, un territorio, che ognuno di noi sviluppa con il proprio paese di origine. Visitare Santo Stefano Belbo attraverso le opere dello scrittore significa entrare in contatto con una parte di sé intima e accogliente, significa scoprire un paese che, grazie alle opere di Pavese, diventa esclusivo e  immortale, significa vivere un’esperienza unica e vivibile solamente a Santo Stefano Belbo, sotto alla collina di Moncucco, all’ombra delle vicende e delle storie della Luna e i falò.



Luigi Genesio Icardi

Sindaco di Santo Stefano Belbo

Il paese di Cossano Belbo è situato nella ridente Valle Belbo nel punto in cui la stessa Valle si restringe incuneandosi tra le bellissime colline che lo sovrastano. Situato sopra un roccione  sulla cui parte bassa va a sbattere il Torrente Belbo ( da qui il nome dal latino COS ovvero COZZARE ). Il Paese ha visto un’ alternanza di proprietari feudali che lo hanno dominato, tra cui spiccano i Signori dei Busca , proprietari del Castello che si ergeva  nella parte più alta del paese, del quale,  dopo la sua quasi totale distruzione,  si possono scorgere i resti delle mura. Ai piedi del Castello è possibile ammirare un bellissimo pozzo dei primi dell’Ottocento , profondo oltre 25 metri,   opera appena restaurata, dove al suo interno è ancora presente il dispositivo di sollevamento acqua . Il pozzo è visibile nella sua mirabile realizzazione soprattutto al buio dove un potente faro ne consente la visione fino alla sua profondità, illuminando la bellissima geometria di pietre disposte in cerchio con una rara maestria dei costruttori del tempo.  Cossano è attorniato da  5 colline  sulla cui vetta spiccano altrettante chiesette campestri, tutte da poco restaurate e tutte gestite dai borghigiani locali. Tra queste ,il Santuario della Madonna della Rovere,  facilmente raggiungibile a piedi dal concentrico ( circa 2 km ) dove si narra sia stata trovata una celebre pianta di Rovere dai cui rami sembra che sgorgasse olio santo.  Dal suo piazzale è possibile ammirare tutte le colline circostanti e tutta la porzione di Valle Belbo a monte e a valle: un paesaggio mozzafiato.  Sempre dal concentrico è possibile raggiungere a piedi ( circa 1,5 Km ) , seguendo le indicazioni , il percorso della Scala Santa. Il sentiero , recentemente riscoperto, consente di raggiungere la famosa “ Scala Santa “ una serie di oltre 170 scalini, incastonati nella roccia che permettevano agli abitanti a monte di raggiungere facilmente il paese a valle. Il percorso parte dalla Chiesetta campestre di S. Libera per raggiungere ( passeggiata che dura  1 ora ) l’altra Chiesetta di S.Bovo, situata su un cocuzzolo, da dove è possibile ammirare le splendide colline di Langa e dietro l’arco alpino. Sul percorso è possibile visitare il Crutin ed Bastian , una sorte di grotta scavata nel tufo e nella roccia , utilizzato nel passato per il deposito degli alimenti deperibili e nel periodo bellico per nascondere le armi dei Partigiani ovvero la Resistenza locale all’oppressore . Le colline circostanti il Paese denotano due distinti scenari: a valle ricoperti di vigneti tra cui spiccano il Moscato d’Asti ( vino bianco dolce ), il Dolcetto ( vino nero per palati delicati ) e il Furmentin ( esclusivo di Cossano – vino bianco secco leggermente frizzante da qui la sua  denominazione )   . La parte più a monte, rivolta verso l’Alta Langa, si presenta con morfologia più variegata, dopo i vigneti più in basso , si notano le colture di Nocciolo da cui nasce la produzione dell’ottima  Nocciola Piemonte , ingrediente per molti dolci locali. Le colture contadine si alternano poi,   a boschi secolari e campi coltivati a frumento e mais, da cui si ottengono le famose farine del  Mulino Marino , un mulino che utilizza la Pietra Naturale per la macinatura. Il mulino si trova appena sotto il concentrico ai piedi del Roccione su cui è situato il Paese.  Cossano Belbo è conosciuto per l’ottima enogastronomia e l’accoglienza. Con i suoi 5 Ristoranti,  i  5 Agriturismi ( a breve saranno 7 ) , le 7 Cantine di vinificazione, le due pasticcerie –  laboratori di dolci tipici,  mette in mostra tutto il suo potenziale produttivo , una produzione che raggiunge ogni angolo di mondo. Ogni anno nel terzo week end di maggio, tutte queste produzioni vengono messe in vetrina nella ormai famosa Sagra degli IN. Il cui nome è legato alla desinenza dialettale di molti prodotti locali. ( FurmentIN, TajarIN , TrifulIN, SalamIN ……. )

 

 

 

   DIANO D'ALBA

Diano d’Alba. Paese incasellato in posizione ideale nel contesto delle Langhe ad una altezza di 500 metri sul livello del mare. Il turista che viene in visita a queste splendide colline per la prima volta, salendo da Alba che ne è la capitale, trova in Diano il perfetto balcone da cui osservarne tutta la bellezza. Viceversa, il visitatore che opta per il cammino inverso, partendo dalla Liguria e percorrendo il crinale dell’alta Langa, in Diano scopre la punta del diamante dei dolci declivi di questo meraviglioso angolo di Piemonte. Davanti ai suoi occhi, si estende un paesaggio fantastico di colline, pianure, paesi e castelli. Un panorama che si estende dal Monferrato al Roero fino alla grande Torino. A tutto questo scenario fa da corona l’arco delle maestose montagne di Piemonte e Valle d’Aosta.
Il territorio di Diano che si compone, oltre al capoluogo, di due frazioni, Ricca e Valle Talloria, adagiate alla base dei due versanti della collina, sulle sponde di due torrenti Cherasca e Talloria, offre pendio e terreno ideali per la produzione di grandi vini, che compongono la principale attività di questo paese. Le specificità che Diano offre, non si limitano a queste prerogative, ma si completano nella proposizione del suo notevole patrimonio monumentale ed artistico. Patrimonio principalmente incentrato in Palazzo Ruffino (sede ora del Municipio, anticamente dimora dei Feudatari Conti Ruffino), in altri edifici storico-artistici, nella Chiesa Parrocchiale e in una gran quantità di seicentesche cappelle che segnavano il percorso delle antiche strade, sia interne che di passaggio per gli altri paesi

Bergolo è situato nelle Langhe orientali del sud del Piemonte al confine con la Liguria, in una posizione eccezionale e suggestiva da un punto di vista panoramico a cavallo tra la Valle Bormida e la Valle Uzzone. E’ il più piccolo borgo delle Langhe ed è stato riconosciuto bandiera arancione  dal Touring Club Italiano. Oggi Bergolo vive prevalentemente di turismo. E’ costituito da una via principale  sulla quale si affacciano case di pietra arenaria recentemente restaurate e dalla piccola ma caratteristica  Frazione Bergamaschi, mentre un mare di natura circonda il piccolo abitato . E’ da sottolineare  il Concorso Nazionale d’Arte , patrocinato dal Ministero della Pubblica Istruzione , dove tutte le opere premiate formano una Galleria d’arte a cielo aperto.

Oggi questo piccolo ma originalissimo borgo è anche meta di molte giovani coppie che si uniscono in matrimonio civile nella suggestiva Cappella romanica del XII sec.

 

Molti stranieri raggiungono Bergolo  per percorrere l’affascinante sentiero  panoramico delle Langhe GTL.